"A tempo di Action", informazoni da Roma, Italia e dal mondo.
Un magazine settimanale curato da Action che va in onda sulle frequenze di Radio Popolare Roma ogni sabato alle 13.15.
Una notizia che riguarda la nostra città, una a carattere nazionale, ed una di carattere internazionale, raccontate secondo il nostro punto di vista.
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“Da Roma…Nella puntata di Sabato scorso parlavamo di quinta mafia, vediamo di capire cos’è.
L’Associazione Libera chiama “quinta mafia” un nuovo livello di criminalità particolarmente pericoloso che sta giocando la partita sul controllo della Regione Lazio, che tra l’altro l’anno prossimo andrà al voto. Quinta mafia quindi, non solo perché viene dopo le 4 che storicamente si contendono il territorio nazionale (cosa nostra in Sicilia, ndrangheta in Calabria, camorra in Campania e la sacra corona unita in Puglia), ma anche perché più arditamente delle altre la mafia laziale sta tentando il salto alla politica. Una volta c’era il politico colluso con la mafia, il corrotto che prendeva la tangente per capirsi, adesso è la mafia che esprime direttamente il politico.
Ma come fa le sue primarie la mafia? semplice: tra quelli che meglio sanno tutelare i propri interessi economici. Che sia così ce lo dimostra il fatto che sempre più spesso ci imbattiamo – nel lazio e nel pontino in particolare – in una classe politica e amministrativa direttamente coinvolta in imprese economiche e finanziarie, senza intermediari insomma. E’ dentro questa sovrapposizione diretta tra politica e economia che nasce l’economia criminale del futuro. Cosentino insomma è già il passato, il futuro è il senatore Claudio Fazzone!!
Dice Antonio Turi di Libera che nel Lazio si sta sperimentando un modello di criminalità più sofisticato rispetto a quello storico ed in gioco c’è Roma. Le inchieste della Divisione antimafia di Roma dimostrano non solo che i casalesi sono nel Lazio ormai da anni, ma soprattutto che siedono direttamente sugli scranni comunali (vedi Fondi) e controllano – ad esmpio - il Mof, il secondo mercato ortofrutticolo d’Europa, da cui la frutta e la verdura proveniente dal Sud arriva ai mercati di tutto il continente. Insomma la mafia imprenditrice del Lazio non si accontenta più di armi e di droga nè di politici corrotti: ha direttamente espresso una parte del centro destra della Regione e punta a Roma
La Confesercenti intervenendo sull' allarme criminalità nella capitale chiede che venga attuato un "Patto per la legalità" contro le infiltrazioni criminali e l' usura visto che il Lazio risulta seconda in classifica con 26.000 commercianti coinvolti per un giro d' affari di 2,3 miliardi di euro.
La Quinta Mafia insomma è talmente ben radicata e organizzata che ormai investe e ricicla denaro sporco in attività lecite che raggiungono anche la capitale da una rete che si estende nel sud pontino tra Fondi, Itri, Monte San Biagio, San Felice Circeo e Terracina attraverso il controllo di locali, imprese e delibere comunali. Lì dove solo tre anni fa il comune di Nettuno è stato sciolto per infiltrazioni e ora Fondi è stato salvato all’ultimo minuto. E i nomi ricorrenti non sono solo quelli di Riccardo Izzi, ex assessore ai Lavori pubblici di Fondi e Romolo Di Balzo consigliere regionale di Forza Italia, ma soprattutto quello del Senatore Claudio Fazzone che insieme all’ ex Sindaco di Fondi Parisella, è socio di una società a cui sono stati assegnati 2,5 miliardi di euro di finanziamenti pubblici per un opificio che non ha lavorato neanche un giorno. Perché così fa le sue primarie il centro destra nel Lazio…
Quale sia il peso economico di questa nuova borghesia criminale ve lo diremo nella prossima puntata. Intanto una domanda: ma nel nuovo Direttorio di Alemanno il “Commissario per la sicurezza” Mario Mori che ruolo dovrebbe avere esattamente?
Da Roma per oggi è tutto.”
A tempo di Action #5 - 7 novembre
La 1° puntata su Quinta mafia in onda Sabato 7 Novembre 2009
“Da Roma….Più che uno slogan sembrava una parola d’ordine: Roma cambia. Tolleranza zero, era la ricetta. Scalato il Campidoglio Alemanno si è messo al lavoro e non si è fatto mancare nulla. Dalle impronte alla schedatura dei bambini rom, dalla chiusura del centro per i mendicanti all’idea di allontanare abusivi, prostitute e lavavetri. Lotta senza quartiere alla micro-criminalità insomma. Peccato che nel frattempo le mafie abbiano continuato ad aprire locali nel centro storico come ai tempi della Banda della Magliana e le periferie siano ormai terre di nessuno in cui si combatte una guerra quotidiana.
Già prima che venissero arrestati i puscher romani di Matteo Messina Denaro, martedì scorso, dediti a rifornire di coca il bel mondo della capitale, un analisi del Viminale sul consumo di cocaina avvertiva che mentre nel resto del mondo era in discesa, in Italia e a Roma in particolare sale. Cresce l’uso delle sostanze tra i giovani e l’abbassamento dell’età riguarda in particolare le droghe pesanti: cocaina ed eroina. Tant’è che se tra i teenager americani l’uso di queste droghe è calato del 20% e tra gli inglesi del 10%, nel nostro paese è cresciuto del 20%!!!
Siamo passati cioè da 700mila consumatori nel 2005, agli 850mila del 2007, e oggi siamo già oltre il milione. E il Lazio è la prima regione per il numero di consumatori di cocaina tra gli studenti.
Roma caput mundi per droga insomma, ma come mai? perchè la Capitale non è soltanto tra le principali piazze di smercio: i traffici incrociano gli aeroporti romani e gli scali marittimi sul Tirreno, e quindi i broker calabresi, i grossisti italiani ed europei, i piazzisti stranieri e i produttori colombiani si incontrano proprio qui: nell’ombelico del mondo.
Basta sfogliare i dati della Direzione centrale antidroga per capire che il Lazio è uno dei nodi nevralgici dei traffici di droga: quasi 3.000 le operazioni effettuate, concentrate soprattutto in provincia di Roma, che è prima in assoluto. Il Lazio segue la Lombardia e precede la Campania, e insieme accumulano oltre il 40% delle operazioni sul suolo italiano. Un trend di crescita ormai decennale che fanno di Roma una delle direttrici fondamentali del traffico di cocaina.
Record laziale anche riguardo i decessi: secondo posto assoluto (105 casi) nel 2007, primo posto nel periodo 1999-2006, con 1.909 tossicodipendenti morti. Un bollettino di guerra. Anche in questo caso è Roma la trincea: 83 casi l’anno trascorso, prima in assoluto, e 998 nell’ultimo decennio.
Tra i non italiani segnalati per droga, i rumeni hanno un peso poco rilevante. Se il traffico degli stupefacenti è l’attività principe delle mafie, la criminalità organizzata riguarda molto poco gli immigrati in genere. Contro i quali, invece, si è scatenata una campagna d’odio che ha portato a norme di sicurezza e d’ordine proprio mentre la Quinta mafia si rafforza quasi indisturbata.
Ma cos’è la “quinta mafia”? nella prossima puntata ve lo racconteremo, intanto però vi ricordo che un anno fa Alemanno nominò Commissario straordinario per la sicurezza un generale dei Ros in pensione che di mafie dovrebbe intendersi. E allora che ci fa lo sceriffo Mori con il milione di euro che gli paghiamo?
E per oggi da Roma è tutto”
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