
AGGRESSIONE FASCISTA A LA STRADA
I vili aggressori come sempre hanno colpito alle spalle, con bottiglie di vetro, bastoni e coltelli.
I tre giovani fortunatamente sono stati dimessi dall'ospedale con alcuni giorni di prognosi, Leggi tutto...

_185_115.jpg)


Pagina 1 di 51
Questa notte verso le 4 e mezza, tre ragazzi sono stati aggrediti mentre tornavano a casa a poche centinaia di metri dal centro sociale La Strada dopo un iniziativa a sostegno di Radio Onda Rossa.
Appello per una mobilitazione per ottenere la proroga degli sfratti e una nuova politica pubblica sul diritto all’abitare.
Roma 5 febbraio, i dirigenti che andranno a processo per aver assegnato alloggi irregolarmente hanno solo dato una risposta ai cittadini, interpretando un indirizzo politico che di per se è sbagliato.
Roma 4 febbraio, i movimenti per il diritto all'abitare hanno occupato la sede dell'Assessorato alla Casa, con tutta la mia solidarietà ed il mio appoggio.
Roma 2 febbraio, in Italia oltre a morire sul posto di lavoro, spesso per pochi soldi e in nero, qualcuno comincia a suicidarsi a causa del lavoro perso. E’ successo a Sergio Marra, che si e dato fuoco perchè non recepiva lo stipendio dal mese di agosto. In una società dove il denaro è tutto e la povertà è diventata una vergogna,
Sottoscriviamo e pubblichiamo l'appello che ci arriva dai movimenti no-tav della Val di Susa.
Se la ride…mica ce l’ha lui lo sfratto. Si intitolava così la grossa manifestazione promossa ieri da Action al ministero delle infrastrutture.
In occasione della trasmissione di RadioAction dedicata alle questioni inerenti alla differenza di genere e ai diritti civili oggi abbiamo affrontato nella prima parte l'inedita sfida al femminile alla regione Lazio ponendo la domanda che parte dell'editoriale: questa sfida al femminile rappresenta un'avanzamento nella cultura politica del paese oppure è l'ennesimo tentativo di buttarla in caciara?
La Casa delle Donne Lucha y Siesta Presenta “Desmaquilladoras”, collettiva pittura e fotografia.

di Celeste Costantino, Alessio Magro La 'ndrangheta è stata protagonista dei fatti di Rosarno. Chi nicchia o lo nega è in malafede o non capisce nulla di ciò che accade in Calabria. La 'ndrangheta domina: lo dice (persino in tv) e lo dimostra sul campo. La 'ndrangheta ha stracciato la democrazia: è questo che rende Rosarno un caso nazionale. Che ci interroga tutti, travolgendo ogni paradigma valido fino a ieri. È la 'ndrangheta ad avere guidato la «caccia al negro» e la manifestazione del comitato civico (nella quale non ha avuto cittadinanza lo striscione antimafia degli studenti) ne è solo una conferma. In paese nessuno protesta, chi lo fa viene isolato. La gente abbassa la testa, per paura o ignavia, perché è sola. Ecco perché chi rivendica diritti e chiede di essere pagato è vissuto come un nemico da colpire. È una questione di prestigio: chi controlla il territorio ha vissuto la rivolta come una lesa maestà, cavalcando la rabbia dei cittadini impauriti. Che esista un collegamento con la 'ndrangheta l'ha ipotizzato anche il commissario prefettizio di Rosarno dicendo che la rivolta potrebbe essere un diversivo voluto dai clan per distogliere l'attenzione dalla bomba alla procura generale di Reggio Calabria. Quello che è certo è che in Calabria la classe dirigente è sotto schiaffo, le cosche comandano nei partiti, le spinte per influenzare il voto delle regionali sono fortissime, lo Stato non ha mai fatto sentire la sua presenza. Non che non esista l'elemento razzista. Anzi, il razzismo c'è, è forte e rappresenta la benzina su cui divampa il fuoco della subcultura mafiosa. Da questo binomio dobbiamo partire per fare analisi e ragionare sul "che fare" oggi che di Rosarno si parla in tutto il Paese, che siamo alla vigilia dell'assemblea nazionale antirazzista del 24 gennaio e della prima edizione...
READMORE* I) Le spiegazioni che non spiegano. Sono trascorse alcune settimane dai fatti di Rosarno, ricostruiti ormai con dettaglio e commentati con dovizia, sui mezzi d'informazione; sicché è possibile fare il punto, per quanto provvisorio, su quel che è accaduto e sulle cause congetturali. Diciamo subito che, per noi, i moti di Rosarno, sono un segnale precursore dello scenario, inedito e maligno, che sembra aprirsi per l'agricoltura meridionale, in particolare per quella delle grandi piane.
READMORE
ASCOLTA clicca qui RADIOACTION ASCOLTALA ANCHE SU |