Il diritto all'abitare non si arresta

Ieri una grande manifestazione nel giorno di insediamento del consiglio comunale è stata brutalmente aggerdita dalle forze dell'ordine. un gesto sconsiderato per il quale chiediamo a gran voce le DIMISSIONI di DELLA ROCCA e di PECORARO (questore e prefetto) 
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la manifestazione promossa per chiedere a gran voce un intervento incisivo per arginare la grave emergenza abitativa, aveva come obiettivo di presenziare al primo consiglio comunale della assemblea capitolina con le richieste di blocco degli sfratti e degli sgomberi e risorse certe per il diritto all'abitare!
 
di seguito il comunicato stampa dei movimenti per il diritto all'abitare:
 
Le cariche immotivate alla manifestazione dei movimenti per il diritto all'abitare avvenute oggi alla fine di via dei fori imperiali hanno portato al ferimento di 6 persone tutte medicate in ospedale.
Tra queste Stefania di 22 anni è tuttora ricoverata presso il Fatebenefratelli con un trauma cranico e 16 punti di sutura sul volto. 
Mentre un gruppuscolo di neofascisti manifestava in Campidoglio protetto da pacifiche forze dell'ordine, un corteo autorizzato di 5000 persone veniva brutalmente caricato e manganellato mentre rivendicava casa e reddito. 
Ci chiediamo chi a Roma abbia interesse a far esplodere la tensione sociale trasformando i problemi sociali in questioni di ordine pubblico.
Giudichiamo gravissimi i fatti di oggi e per questo chiediamo la rimozione del prefetto e del questore. Allo stesso tempo chiediamo alla politica di svolgere la sua funzione dando risposte e costruendo soluzioni reali.

Movimenti per il diritto all'abitare


Dossier Migranti Sud Lazio 2012/13

Da Rosarno ad Anzio e Nettuno, passando per Foggia e Palazzo San Gervasio. Dalle esperienze maturate negli ultimi anni nelle campagne del Sud Italia, Action – Diritti in movimento ha promosso un monitoraggio del bracciantato migrante nelle campagne a sud di Roma, calandosi nella realtà della comunità Sikh, il principale gruppo extracomunitario presente sul territorio. Una presenza massiccia quella degli indiani provenienti dalla regione del Punjab. Indossano il rituale turbante e gli altri simboli distintivi del sikhismo, lavorano nei campi, frequentano i templi, si servono nei negozi etnici e vivono in insediamenti per sopperire alla carenza di servizi pubblici.
Sono molte le analogie tra la realtà delle campagne romane e i nodi del circuito dell’agricoltura migrante al Sud: lavoro nero, sfruttamento, caporalato etnico, razzismo e xenofobia. Anche per i migranti indiani l’unica possibilità è il bracciantato nelle coltivazioni intensive, senza diritti e vie d’uscita.
Il monitoraggio condotto da Action – Diritti in Movimento– nell’ambito di un progetto realizzato con il contributo della Provincia di Roma Dipartimento VIII “Servizi per la cultura e restauri”,“Ufficio di Direzione “Beni, Servizi ed Attività Culturali” – si basa su un censimento e un lavoro di sportello, portato avanti con sopralluoghi nelle abitazioni dei migranti, con le successive interviste caso per caso, alla scoperta delle condizioni giuridiche, abitative, di lavoro, sociali e ambientali. Nel corso delle attività sono state realizzate 200 interviste, e lo sportello di orientamento legale dell’associazione ha preso in carico 80 migranti. 

CONDIZIONI LAVORATIVE.Il quadro è drammatico: l’80% degli indiani intervistati veste i panni del bracciante, e tra questi i 2/3 hanno lavorato o lavorano in nero. Guadagnano 3-5 euro l’ora per 7-8 ore al giorno, 2-3 giorni la settimana, dovendo una tangente al caporale che arrivano fino ai 10 euro al giorno. Infine, la gran parte dei migranti ha sempre e solo lavorato nei campi dal momento dell’arrivo in Italia.

LE PROPOSTE.Il riconoscimento dei diritti di cittadinanza e in primo luogo il diritto di soggiorno è una precondizione necessaria per una reale integrazione della comunità migrante. L’accesso alla rete dei servizi è poi decisivo per l’inclusione. Occorre quindi favorire la conoscenza dei propri diritti, stimolare nei migranti una visione paritaria e l’esercizio della cittadinanza attraverso la partecipazione alla vita pubblica. Un ruolo decisivo viene giocato dagli Enti locali, a cui viene demandato il compito di declinare le politiche per i migranti. Quel che occorre è un progetto unitario con obiettivi specifici: l’istituzione di un servizio di accoglienza e orientamento dei migranti, e in vista di ciò un piano formativo per i dipendenti della pubblica amministrazione; la creazione di un servizio di ricerca e documentazione dei fenomeni, per consentire quella conoscenza adeguata ad implementare le giuste politiche istituzionali; infine l’attivazione di un servizio istituzionale di tutela del diritto di soggiorno.

scarica il rapporto

Lavoro Migrante tra specificità e tutele

 
Mercoledì 26/06/2013 H 17.30
Palazzo S. Chiara, Via S. Chiara n_14
 
  
 
A partire dalla ricerca "dossier migranti sud lazio 2012/13" 
esperienze a confronto per costruire cittadinanza
 
Al fine di promuovere la conoscenza dei fenomeni migratori nell'area della provincia di Roma sud, studiando il caso del bracciantato di origine straniera, in particolare della comunità Sikh, il dibattito affronterà il tema del lavoro nero, dello sfruttamento e del caporalato a partire dall' esperienza dei migranti impiegati nelle campagne del Sud del Lazio, a confronto con altre aree del sud Italia. in particolare verrà analizzato il contesto normativo, alla luce dei limite e delle possibilità, relativamente alle tutele e all'emersione dei lavoratori irregolari. 
 
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Giornata Mondiale del Rifugiato La “Barca dei Diritti” in piazza per invertire la rotta…

 
siamo tutti profughi e orfani di diritti!
 
MANIFESTAZIONE
giovedì 20 giugno 2013
dalle 0re 17
Piazza Esquilino, Roma
 

Negli ultimi anni il sistema di contenimento dell’immigrazione e della libera circolazione ha prodotto su scala europea  e nazionale numerose vittime: non solo i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di inseguire una esistenza migliore, ma anche chi soccombe ogni giorno a continue discriminazioni sociali e civili. Parliamo di tutti quelli che oggi sono orfani di diritti, e che nel recente passato hanno condotto un’esistenza fatta di paura e marginalità. Nella metropoli romana, complice la crisi economica, si è infatti sviluppato un fenomeno di grave esclusione sociale e culturale, che ha determinato paura verso l'altro e in alcuni casi guerra tra poveri. 
 
In questa giornata vogliamo invertire la rotta, ribadire che non è più tempo di vivere in una città governata dalla paura: l’inclusione sociale, i diritti e la dignità possono e devono essere i principi guida della Roma che vogliamo. Lo racconteremo in piazza proprio il 20 giugno, nella Giornata mondiale del rifugiato, insieme alle tante realtà che hanno varato la “Barca dei Diritti” e la vogliono condurre fino in porto, perché la cittadinanza non debba più essere un bene in vendita, ma un bene comune che restituisce dignità.
 

io sto con #Tarzan

tarzan

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Mercoledì 12 giugno, nell'ambito della proclamazione del Consiglio Comunale, si è appresa la notizia che il risultato elettorale ottenuto da Andrea Alzetta è stato vanificato da una inaccettabile applicazione del dlg.s. 235/2012 che riguarda, tra l'altro, i criteri di incandidabilità alle elezioni comunali. Il decreto in questione è stato approvato dal governo Monti nell'ambito del dibattito politico sulla lotta alla corruzione e avrebbe dovuto mettere la parola fine alla presenza nelle istituzioni di personaggi legati alle vicende di malapolitica; come spesso accade, in fase applicativa, il decreto è stato utilizzato secondo logiche strumentali, impedendo l'insediamento del neoconsigliere.
Andrea ha da sempre attraversato le istanze dei movimenti, delle associazioni e dei comitati territoriali che a Roma e in Italia compiono l'immane sforzo di allargare le maglie della democrazia e della partecipazione, dalla lotta per l'acqua pubblica a quelle per il diritto all'abitare, dalle libertà individuali ai diritti di cittadinanza. È per questo che Andrea oggi rischia di essere estromesso dal Consiglio Comunale, creando un precedente pericoloso per chi ogni giorno lotta per i diritti al governo della città.
È paradossale che una norma approvata per estromettere corruzione e corrotti dalle assemblee elettive finisca per colpire un esponente delle lotte civili e sociali di Roma estromettendolo dal Consiglio comunale e disattendendo la volontà popolare. In virtù anche del fatto che la condanna a cui ci si riferisce risale ad una manifestazione pubblica indetta nel 1990, per protestare contro il massacro della moschea dell’AQSA l'8 ottobre 1990, uno dei peggiori massacri della storia di Gerusalemme; il reato inoltre diventa definitivo nel 1996 (17 anni fa!!!!!)
Ci impegniamo a sostenere in tutte le sedi politiche, giudiziarie, democratiche, il diritto di Andrea Alzetta a rappresentare nell'assemblea del Consiglio Comunale di Roma i cittadini che lo hanno votato.


Don Franco Monterubbianesi, (fondatore Comunità Di Capodarco); Gennaro Migliore (Capogruppo Sel Camera dei Deputati); Celeste Costantino (Deputato Sel); Nicola Fratoianni (Deputato Sel); Massimiliano Smeriglio (Vicepresidente Regione Lazio); Sabina Guzzanti; Andrea Catarci (Presidente Municipio Roma VIII); Gianluca Peciola (Consigliere Roma Capitale). Susi Fantino (Presidente Municipio VII); Mauro Palma; Patrizio Gonnella (presidente Antigone); Gianluca Marra (coordinamento Sel Lazio); Ileana Piazzoni (deputato Sel); Arturo Salerni (Progetto Diritti); Roberta Turi (segretaria nazionale Fiom) Erri De Luca; Ascanio Celestini; Federica Daga (Ms5); Nuovo Cinema Palazzo; Domenico Finiguerra (comune di abbiate grasso); Giuliano Girlando (ass. Cittadini contro le mafie); Luca Lo Bianco; Silvano Falocco; Roma Capitale Sociale; Paolo Cento; Athos De Luca (cons. Comunale PD); Paolo Masini (cons. Comunale PD); Marco Miccoli (Deputato PD); Giancarlo Torricelli (SEL Roma); Luigi Nieri (cons. Comunale SEL); Gianluca Peciola  (cons. Comunale SEL); Gemma Azuni (cons. Comunale SEL); Enzo Foschi; Francesca Re David (segretaria generale Fiom Roma e Lazio);  Carlo De Angelis (CNCA); Marica di Pierri (ASud); Laura Greco (CDCA); Maria Rosaria Marella, Ordinaria di Diritto Privato, Università di Perugia; Fulvio Molena; Paolo Giovanucci; Tony Allotta; Silvia De Fanty; Orsetta Paolillo; Laura Pizzirani; Chiara Berlingardi; Guido de Togni; Alberto Lucarelli; Ugo Mattei; Teatro Valle Occupato; Armando Zappolini (Presidente CNCA); Filiberto Zaratti (Deputato SEL); Michele De Palma (FIOM),

Interrogativi sui minori stranieri n.a.

Sui minori stranieri non accompagnati, le politiche migratorie della comunità europea, soprattutto nel caso dei richiedenti asilo, determinano una condizione di straordinaria eccezionalità nel campo del diritto. Molti i punti interrogativi nelle procedure per determinare chi sono, da dove e perchè vengono, quale è la loro età, etc. in particolare in Inghilterra, secondo il rapporto "Buon compleanno? Dispute sull'età dei bambini nel sistema immigrazione" sono in centinaia coloro la cui richiesta d'asilo viene respinta perchè considerata infondata Il Coram Children's Legal Centre, ad esempio, fa una dettagliata denuncia dei numerosi casi di minori registrati come maggiorenni. Con il risultato non solo di negare loro il diritto alla casa e allo studio, ma spesso e volentieri, in attesa del provvedimento di espulsione, di obbligarli nei centri di detenzione per adulti. Ci troviamo quindi di fronte ad una condizione di profonda violazione dei diritti dei minori, dei rifugiati e in generale dei diritti umani. Violazioni putroppo simili in molti paesi europei, compresa l'Italia, dove lo scandalo dei MSNA, ha vissuto ultimamente momenti acuti.



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